Rigori e Data Analysis. Istinto e controllo. Passione e raziocinio.
Quanto e come è cambiato il regolamento del gioco del calcio.
Quanto e come cambierà in futuro.     

Per noi italiani, più che per ogni altra nazione, i calci di rigore sono sempre stati la croce dei nostri fallimenti e la delizia dei nostri trionfi.
Forse solo l’Inghilterra, in negativo, ha un rapporto più morboso del nostro con i rigori, una repulsione viscerale per il tiro dal dischetto.
Il calcio di rigore è senza dubbio qualcosa di più di una semplice distanza lunga 11 passi.

Il calcio di rigore è pressione nelle vene, è destino diverso per chi calcia e per chi cerca di parare, eppure così uguale, perchè giocato sulla stessa soglia, così sottile, così evanescente, il sospiro di pochi centimetri e la voragine tra Gioire e Soffrire. Abbracciarsi o Piangiere.
Vivere o Morire, tra i pali di una porta.

Anni di lacrime, di coppe alzate al cielo e decine, centinaia, migliaia di numeri raccolti. Dati e informazioni che alcuni esperti della FIFA, grazie anche al contributo fondamentale di David Sally e Christopher J. Anderson, hanno letto e interpretato, giungendo alla conclusione che, nel 60% dei casi, la squadra che inizia a calciare i rigori vincerà in quella che erroneamente – per anni – è stata chiamata la lotteria dei calci di rigore.

Un esempio chiaro di come, anche attraverso i numeri, si possano esprimere ed interpretare emozioni evidenti e cogliere anche le più nascoste. 

La riunione dell’International Board di Londra, per volere di Infantino, ha ipotizzato una rivoluzione nello schema delle sequenze finali dei calci di rigore. La proposta è stata valutata ed applicata per la prima volta nel corso del recente Europeo femminile U17.

La rivoluzione dei calci di rigore sembra pronta a partire. Nulla di ufficiale certo, siamo ancora nel pieno della fase embrionale.
Si calceranno sempre dal dischetto degliunidici metri e sempre da fermi, ovviamente, ma potrebbe cambiare lo schema con il quale i calciatori delle due squadre si presenteranno di fronte ai portieri avversari.
Non più l’alternanza perfetta, ma un sistema incrociato, stile tie-break del tennis, nel quale per ogni turno è una squadra diversa a cominciare a calciare. Per semplificare: non più lo schema classico ABAB, ma uno incrociato ABBA.
E’ questa una delle principali novità studiate e proposte durante la riunione dell’International Board (Ifab), l’unico organo che può cambiare le regole del calcio.

Regole che di anno in anno si modificano, si adattano e rendono lo stesso gioco del calcio, un gioco completamente diverso.

Dal calcio d’inizio in solitaria, alla solitudine alternata di chi, come sempre, sul dischetto degli 11 metri alzerà la testa e guardando la porta troverà davanti a se il proprio destino: una rete su cui appoggiarsi, un muro su cui infrangersi.


Storie di regolamenti. Storie di numeri. Storie di emozioni.

FRANCESCO FARIOLI
Senior Goalkeeper Coach
Qatar National Team
Aspire Academy (QFA)

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